lunedì 12 aprile 2010

Repressione antianarchica



In un raid notturno del reparto antiterrorismo della polizia greca, sono stati arrestati sei anarchici greci, con l’accusa di appartenere al gruppo rivoluzionario Epanastatikos Agonas (E.A., Lotta Rivoluzionaria). Si tratta di noti militanti del movimento anarchico greco:
– Nikos Maziotis, 39 anni, già condannato in passato con l’accusa di aver piazzato una bomba che non era esplosa, e per aver rifiutato il servizio militare di leva (obbligatorio in Grecia)
– Panagiota Rupa, 41 anni, compagna di Maziotis, incinta al 7° mese di gravidanza
– Evaggelos Stathopoulos, 32 anni,
– Evaggelos Gurnas , 30 anni,
– Sarandos Nikitopoulos, 32 anni
– Cristoforos Kortesis, 31 anni
Dopo l’operazione, è scattato il meccanismo di propaganda dei mass media greci, con la divulgazione di notizie ufficiali e ufficiose (in realtà comunicati stampa e ”fughe di notizie” della polizia), molte delle quali contraddittorie e facilmente smentibili:

– sono state presentate alcune foto di bossoli di proiettili che, secondo la polizia, sarebbero state scattate mesi fa, subito dopo che un pedinamento avrebbe fatto trovare i presunti “terroristi” ad esercitarsi al tiro a segno con fucili da guerra in un area deserta. In realtà, come è stato pubblicato in Athens Indymedia, scaricando le foto dal sito della polizia, dai metadata delle foto, chiunque può vedere che sono state scattate il giorno dopo gli arresti. La gaffe, oppure un raro caso di etica personale e di coscienza professionale, pare sia stata il principale motivo delle dimissioni presentate nella stessa giornata dal direttore della polizia scientifica, gen. di brig. Alexopoulos, ritirate pochi giorni dopo.
– secondo il giornale “To vima” (centrosinistra, di proprietà del gruppo editore “DOL”, alleato tradizionale del partito che si trova al governo in questo momento) pare che nei mesi precedenti, dopo le pressioni del ministro della giustizia e della CIA, sarebbero stati allontanati tutti gli ufficiali dell’antiterrorismo sostenenti l’estraneità di Maziotis al E.A., che avevano mostrato foto scattate nelle stesse date degli attentati e che lo ritraevano in posti molto lontani (per esempio durante l’esplosione della bomba piazzata nell’edificio della Borsa Valori di Atene, Maziotis, sostennero, lavorava nell’ isola di Kithyra) e nonostante fosse sotto controllo continuo negli ultimi 6 anni (pare che abbia litigato con gli agenti che lo pedinavano durante il funerale del padre). Conferma del continuo controllo di Maziotis viene data anche dall’ex Ministro della Sicurezza Pubblica (ed ex magistrato), Ch. Markogiannakis, il quale ha detto che durante il suo servizio lo aveva fatto controllare, continuamente, dai servizi segreti, con esiti sempre negativi.
– La polizia parla anche di un CD contenente telefonate da cellulari fatte subito dopo gli attentati, ma nessuna è stata allegata ai capi di accusa né notificata agli avvocati difensori. Pare che, dopo successive perquisizioni in case, macchine, etc, siano stati trovati i manoscritti delle rivendicazioni di alcuni attentati, armi (non usate), esplosivi (ANFO, un esplosivo facilmente fabbricabile in casa usato dal E.A. in alcune bombe), 120.000 euro in contanti, liste dei prossimi obiettivi e documenti falsi. L’operazione è stata eseguita (con una copertura mediatica gigantesca) in coincidenza con l’annuncio del primo ministro greco del procedimento di richiesta dell’intervento dell’IMF (international monetary found) per il salvataggio dell’economia greca dal collasso, mettendo lo stato greco sotto il controllo assoluto dell’IMF. Da parte degli arrestati (per tutti è stata decretata la carcerazione preventiva):
– Nikitopoulos ha fornito alibi (forti) per quattro degli attentati, dichiarando che nessun cittadino potrebbe ricordarsi subito dove si trovava in tante giornate negli ultimi 6 anni, e che è stato arrestato perché individuato dalla polizia in seguito ad un suo comizio inerente all’assassinio dell’anarchico Labros Foundas da parte dei gendarmi.
– Kortesis ha presentato richiesta affinché venga specificato, da parte della procura, di quali attentati sia ritenuto partecipe, in quanto l’accusa è generica ed uguale per tutti, cosa che dimostra che si tratta di persecuzioni politiche. La richiesta è stata respinta, ed il suo avvocato ha annunciato che presenterà appello.
– Stathopoulos ha dichiarato che si trova come imputato sotto accuse false perché anarchico, pur muovendosi sempre alla luce del giorno, non contrario politicamente ad alcun tipo di lotta.
– Maziotis ha dichiarato: “Sono un rivoluzionario e lotto contro un regime ingiusto e criminale, come è il capitalismo e lo Stato. Se qualcuno deve difendersi sono quelli che mi accusano, come la polizia ed i giudici, che servono i ricchi. Il giusto è dalla mia parte e non ho bisogno di mostrare argomenti di difesa”.
– Rupa ha dichiarato: “Sono rivoluzionaria e non riconosco le vostre procedure. Criminali e terroristi siete voi ed il sistema che servite. Lo stato ed il capitalismo”.
– Gurnas ha dichiarato: “Non riconosco questa procedura. Dall’età di 20 anni sono operaio e partecipo alle lotte sociali e di classe in Grecia. Sono contrario al regime, al sistema politico ed economico. Non sono io il terrorista. Terroristi sono quelli che mi hanno riempito di botte ed hanno minacciato la vita dei miei due bambini al 12° piano (sede del reparto antiterrorismo) della centrale della polizia di Atene”

Da una corrispondenza dei compagni greci

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